venerdì 15 ottobre 2010

IL "SEO" TANTO AMATO DALLE WEB AGENCY


Oggi sono stato ospite in una interessante azienda di Torino, tra le migliori in Italia nella comunicazione web.

E' stata devo dire una esperienza molto gradevole, due ore trascorse a chiacchierare con uno dei titolari sulle logiche che cambieranno il Web nei prossimi 3 anni, e una bella agenzia, hitech, che mi ricordava da vicino un Google Campus come quelli che frequentai in passato (nella foto, l'interno di un Google Campus)...

Sono emerse alcune considerazioni interessanti. Domanda: "Come vedi tu il lavoro di un SEO Manager?"

Una premessa: la parola SEO, acronimo che sta per Search Engine Optimization, si riferisce a quei metodi prestabiliti e preconfezionati adottati per fare risalire sulle Serp di Google una pagina web o un sito per determinate parole chiave.

Se dovessi proprio fare una analogia, il SEO sta allo studio della teoria delle reti come:

- la NLP sta alla psicologia
- la rabdomanzia alla geologia
- l'astrologia all'astrofisica
- Zichichi ad Einstein
- Minzolini a Montanelli
...

Reso l'idea? E' come osservare un fenomeno attraverso un vetro opaco: si intravedono delle forme ma non si avrà mai la completa percezione delle cose che accadono oltre.
Come si rende trasparente il vetro? Quantificando, studiando le reti non come fenomeni da baraccone, ma con strumenti matematico-statistici, analizzando i dati!
Purtroppo le tecniche SEO sono unicamente (quando lo sono) regole empiriche di buon senso.
Questo concetto non è mio (ma del titolare dell'azienda che ho visitato, e devo dire che sono molto avanti in tal senso nell'avere compreso quelle che sono le logiche del web) e concordo pienamente. Forse è la prima agenzia che ho incontrato ad averlo compreso!
Qui purtroppo sta il limite: come i proverbi, e le regole di buon senso, anche le regole SEO si contraddicono a vicenda.

L'esperienza popolare è ricca di esempi di contraddizioni in termini.

- "Gli opposti si attraggono" - afferma un proverbio
ma anche:
- "Chi si somiglia si piglia"
Chi dei due avrà ragione? L'esperienza, senza un metodo scientifico, può ingannare, dire tutto e il contrario di tutto: come le tecniche SEO.

Sapete perché le regole Seo si contraddicono? Perché nessuno, neppure Google può prevedere certi fenomeni emergenti delle reti complesse.


Le regole SEO sperimentate e concordate sono pubbliche, le trovate ovunque: nelle librerie decine di testi vengono pubblicati ogni anno in italiano e su Amazon centinaia all'anno in lingua inglese. E milioni di blog trattano l'argomento. Perlopiù si tratta di passaparola, tecniche tramandate da generazioni e generazioni di webmaster, come una volta le nonne tramandavano i racconti horror delle fiabe per mettere in guardia le nipotine. Regole di buonsenso per lo più ignote alle aziende.
Le aziende non hanno il tempo per seguire l'evolvere di queste tecniche.
Nasce così la figura del "SEO Manager", gran parolone che sta a indicare una persona che ha tempo da perdere da dedicare a "regole di buon senso" che verranno pagate a peso d'oro dalle aziende.

Regole come: "differenziare opportunamente i titoli delle varie pagine di un sito, renderli chiari e coerenti con il contenuto della pagina; usare parole chiave di maggior peso; curare la qualità dei contenuti"; ecc. ecc.

Certo ci sono anche regole più marcatamente "tecniche" che andranno decise al momento della progettazione di un CMS, di un sito web. Quello che però non sento mai affermare (tranne che nell'incontro di oggi) è la consapevolezza di come la Rete cambi continuamente i parametri che determinano quei fattori di qualità tanto cari a Google: nascono dunque fenomeni emergenti imprevedibili.

Per questo non bastano più le sole regole di buon senso, e al SEO andrebbe affiancato anche un SEM (Search Engine Marketer) che abbia alle spalle studi sulla teoria delle reti e qualche concetto chiave di fisica statistica.

Dato che poi si devono analizzare e confrontare dati numerici, è utile avere sostenuto almeno un esame di statistica (possibilmente in un corso universitario) in modo da sapere leggere e interpretare al meglio i dati forniti da strumenti come le analytics di Google e sapere come trasmetterli a un potenziale cliente.

Un individuo che sappia infine trovare stimolanti testi come Evolution and structure of the Internet (A statistical Physics Approach) di Alessandro Vespignani, fisico italiano (qui la sua scheda).

Se la parola entropia non vi ha mai fatto sussultare dal terrore, se il Problema dei ponti di Königsberg non vi ha mai tenuti avvinti per più di un'ora, e se non vi siete mai lasciati incantare dalla Legge di Potenza e dalle sue innumerevoli applicazioni pratiche, allora siete ancora agli inizi di questo lungo e appassionante viaggio.



P.S.
Un esempio per tutti?
Gravità Zero è un blog di divulgazione scientifica attivo da appena due anni
Non adotta tecniche SEO. E' un blog su piattaforma gratuita (blogger).

Cercate su google DIVULGAZIONE SCIENTIFICA: si colloca al primo posto, prima di Wikipedia! e, ripeto, non adotta tecniche SEO.







4 commenti:

Massimo ha detto...

Complimenti per l'articolo. Lavoro a Milano in una Web agency e anche qui non solo non esiste un SEM ma neppure una persona che si occupi di SEO.

Domanda: c'è una statistica delle aziende che utilizzano queste tecniche avanzate (non parlo di SEO ma di analisi delle reti)?

Giorgio ha detto...

Ho letto il libro che ha proposto e trovo molto interessante l'articolo, come ho trovato interessante quello su Google e il Dottor. House .

Secondo lei quanti sono coloro che in Italia conoscono queste dinamiche di rete e le usano professionalmente?

Complimenti per il post!

Anonimo ha detto...

Grazie per i suggerimenti, ho prenotato il libro e spero che mi arrivi presto! Le faro' sapere...

Paolo ha detto...

Grazie per i preziosi consigli,
leggo sempre con attenzione i post di questo blog e li trovo sempre molto originali e ben scritti. Complimenti!