lunedì 25 ottobre 2010

COME (NON) SI AFFRONTA UN COLLOQUIO DI LAVORO


Quando mi chiedono: "Ma tu... cosa fai nella vita?", non so mai cosa rispondere...

Non perché non sappia esattamente cosa faccio nella vita, e perché le aziende mi paghino per farlo, ma perché sai perfettamente che lavori in un settore talmente innovativo ed esclusivo, che per spiegarlo a chi hai di fronte non basterebbe una giornata intera ...

La stessa razionale impossibilità a rispondere in modo chiaro di un fisico che lavori all'LHC al CERN.

Così non lo fai... e dici semplicemente e in modo vago "lavoro con Internet" (tacendo che lo fai avendo fondato diverse aziende ICT da oltre 15 anni). Oppure... quando sei in vena "aiuto le aziende a fare comunicazione con il web... e a trovare nuovi clienti".

Poi se vuoi proprio farti del male a volte dici "faccio il giornalista" (eh si, purtroppo sono iscritto anche all'albo), ma non "il giornalista tradizionale" (puntualizzo) "il giornalista web".

Ahaaaaa... senti dire dall'altra parte... e cosa fa un giornalista web?

La storia umana è caratterizzata da un mutamento continuo. E il XXI secolo è indice della insofferenza collettiva di fronte a questi continui mutamenti. Sono anni che spiego alle imprese come potersi collocare meglio sul web. E per spiegare come fare, percepisco un utile.

Non mi sembra vero... mi occupo di comunicazione, e mi diverto anche, lavoro con il web (il che per me è una pacchia perché il mio lavoro mi diverte ed è anche contemporaneamente un hobby per il sottoscritto), ma non sono un programmatore, anche se avendo studiato ingegneria al Politecnico so programmare...

Mi occupo da anni di strategie aziendali. Spiego cioè alle aziende come si fa ad emergere e a guadagnare di più con la comunicazione sul web: sono uno "sporco" cacciatore di taglie. Spiego alle aziende che con il web possono aumentare il loro fatturato, descrivo loro come fare, lo faccio io (perché loro non hanno tempo per farlo), e ci riesco... e a risultati raggiunti mi pagano.

Come mai? Perchè fortunamente siamo ancora in pochi che lo sanno fare in Italia. Quando tutti lo faranno cambierò mestiere :-)

Tengo a precisare che si tratta di un lavoro serio, per cui o vieni ritenuti affidabile o nel giro di un anno non lavori più, tanto è vero che vieni pagato solo per i risultati raggiunti: cioè quando l'azienda è soddisfatta del risultato.
E a mia riprova c'è il fatto che ho molti importanti clienti, con le loro aziende, e che ora sono cari amici, che seguo e consiglio da almeno 15 anni.

In passato mi è capitato di partecipare a colloqui di lavoro, e di rispondere come Woody Allen nel seguente video. Ora i colloqui di lavoro li conduco io (anche se non amo farli) ma non faccio le domande che mi sentivo porre quando ero giovane e inesperto, perché... semplicemente sono domande stupide!

Qual è la domanda più stupida che possano farvi a un colloquio di lavoro?

La seguente (fidatevi, nelle grosse aziende da anni, e ora anche nelle più piccole, ve la fanno, quindi preparatevi una risposta sensata):

"Qual è il vostro peggior difetto?"

La risposta che avrei voluto sempre dare e che non ho mai dato?

"Alla luce della sua domanda, il mio peggior difetto è avere accettato questo colloquio con lei..." :-)

Godetevi il filmato...





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