domenica 26 settembre 2010

COME FUNZIONANO I SOCIAL NETWORK?


Ogni abitante degli oltre 6 miliardi di abitanti del Pianteta Terra è collegato con tutti gli altri da un invisibile e fitta rete di relazioni. Le quali separano ciascuno di noi da un altra persona (in media) da sole 6 strette di mano!
"Io conosco un amico, che conosce qualcuno, che conosce un amico, che ha un amico che ha un amico, che conosce Barack Obama!"

Solo 6 passaggi ci separano da chiunque altro sul pianeta!




In questo video vediamo scorrere alcuni dei maggiori studiosi delle reti complesse: o, come si è abituati a chiamarle, delle "reti a invarianza di scala: Steven Strogatz, Albert-László Barabási, e molti altri.

Questo nuovo modo di osservare e studiare il comportamento fisico della natura, è solitamente indicato con il termine di scienza della complessità. E alcuni di questi studi sono molto recenti, tanto che i progressi maggiori in queste ricerche si sono avuti negli ultimi sette o otto anni.

Una caratteristica della complessità è quella di occuparsi dello studio di una classe di fenomeni molto diversi tra loro, ma che possiedono caratteristiche evolutive comuni, e di ignorare gli effetti del singolo componente del sistema. Quest'ultima osservazione è importante, perché conferma che nessun attore, organismo, sito web, hub, può influenzare, da solo, il comportamento evolutivo dell'intera rete di un sistema complesso. Non c'è dunque un "ragno" sul web. Cioé non esiste un supervisor, un amministratore che possa controllare l'evolvere della Rete.

Da questi studi, ad esempio, vediamo come la scienza della complessità tenti di fornire una spiegazione della somiglianza di fenomeni diversi tra loro, come la previsione dei terremoti, la creazione degli uragani, l’evoluzione di un ecosistema vivente, gli scambi proteici che avvengono all’interno di una cellula, l’instaurarsi di relazioni di tipo sessuale in un gruppo di individui, le relazioni sociali di una comunità, l’evoluzione di internet o del World Wide Web, la rete terroristica di Al Quaeda, o gli studi sulle epidemie influenzali.

L'analogia con gli ecosistemi biologici è molto stretta: come i sistemi biologici hanno perseguito un processo spontaneo di autoorganizzazione che li hanno portati dal brodo biologico primordiale di 3 miliardi e mezzo di anni fa alla varietà attuale di tutte le specie viventi, così i sistemi di tipo complesso come le reti (più precisamente le reti a invarianza di scala, tendono a evolvere nel tempo verso un aumento spontaneo della complessità

Questo tipo di approccio è del tutto recente, ed è diametralmente opposto all’approccio riduzionista che ha sempre cercato, in relazione a un evento, la sola legge fisica applicabile alla singola componente del sistema. Il nuovo modo di approcciare ai fenomeni complessi, come l’evolvere di reti come internet, ad esempio, prevede invece un apertura concettuale di tipo sistemico (alcuni direbbero olistico), mostrando come, quando un sistema diventa instabile, tenda ad autoorganizzarsi senza alcun intervento esterno.

La vita, dunque, così come il formarsi di strutture complesse come il tessuto economico-sociale di una nazione, le reti sociali, la complessità del web o l'evolvere di metaversi, non sarebbe un fenomeno casuale ma il necessario esito di una situazione di instabilità in un sistema autoorganizzantesi che abbia raggiunto una certa massa critica, cioè un numero sufficientemente alto di connessioni, link, tra gli elementi interagenti.

Certo, siamo ancora lontani dal poter definire una teoria completa che spieghi l’autoorganizzazione e la complessità, anche perché non abbiamo ancora strumenti matematici adatti che tengano conto del comportamento dei cosiddetti "sistemi non lineari", in cui la maggiorparte dei fenomeni fisici osservati rendono la ricerca di soluzioni analitiche molto difficile se non a volte impossibile.

Di sicuro lo studio delle reti complesse ci riserverà nel prossimo futuro importanti sorprese.

Per approfondire:



L'articolo originale è presente su Gravità Zero

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